Paolo Chiesa

Paolo Chiesa

Università degli Studi di Milano

I manoscritti di Galvano Fiamma: un filo rosso fra le biblioteche milanesi

I manoscritti delle cronache del domenicano milanese Galvano Fiamma (m. 1345 ca.) sono un buon esempio della necessità di coordinare le ricerche su varie biblioteche, e di come queste ricerche possano produrre tuttora risultati scientifici di rilievo. I codici delle cronache, in parte frutto di un progetto di copiatura unitario che risale alla fine del Trecento, si trovano oggi in diverse biblioteche milanesi (Trivulziana, Ambrosiana, Braidense); uno dei codici della Braidense costituisce la prima parte di un manoscritto più ampio la cui seconda parte si trova oggi negli Stati Uniti, dove è posseduto da un collezionista privato. Le cronache di Galvano si aprono con un elenco delle fonti al tempo disponibile nelle biblioteche accessibili all’autore, e ci dà un riscontro, per molti aspetti unico, dei movimenti di libri in biblioteche ecclesiastiche e private in una città del Trecento. Alcune di queste fonti sono rarissime e altre ancora perdute. Recentemente, grazie alla testimonianza di Galvano, è stata individuata una testimonianza sconosciutra, di notevole rilievo storico, sui primi rapporti diplomatici medievali fra Etiopia ed Europa occidentale; uno studio sistematico promette nuove scoperte.

Immagine: Galvano Fiamma, Cronica universalis, ms. New York, collezione privata, f. 262r