Elisa Bianchi

Elisa Bianchi

Alma mater studiorum. Università di Bologna

Alcune considerazioni sui due panegirici in onore di Gian Giacomo Trivulzio il Magno (1441-1518): i Trivulziani 2097 e 2099.

I due manoscritti Trivulziani 2097 e 2099, entrambi databili all’inizio del XVI secolo, conservano opere di natura encomiastica composte in onore di Gian Giacomo Trivulzio il Magno (1441-1518) da due intellettuali umanisti accolti alla sua corte, Gian Michele Nagonio e Antonio Mario Sturone. I due manufatti hanno in comune il contenuto panegiristico e la dedica al Magno e conservano svariati elementi codicologici e paleografici degni di nota, come le legature antiche, le pregevoli grafie umanistiche e, in particolare nel Triv. 2099, l’incipitaria dorata su fondo blu e lo stemma della Famiglia Trivulzio (c. 2r). I due codici, antichi pezzi della rinomata Collezione Trivulziana, rappresentano una fulgida espressione del mecenatismo cinquecentesco milanese promosso da Gian Giacomo Trivulzio.

Immagine: Manoscritto Trivulziano 2097, f. 1v