Storia e letteratura nei manoscritti di Girolamo Borsieri (1588-1629) alla Biblioteca Comunale di Como

Roberta Ferro

Università Cattolica, Milano

Storia e letteratura nei manoscritti di Girolamo Borsieri (1588-1629) alla Biblioteca Comunale di Como

27 gennaio 2020

ABSTRACT

La Biblioteca Comunale di Como conserva tra i suoi manoscritti moderni il nucleo principale delle opere dell’erudito locale Girolamo Borsieri (1588-1629), una delle figure più importanti del primo Seicento lombardo. Gli otto codici che formano il corpus, documentato in area lariana dalla seconda metà del Settecento e quindi donato alla Biblioteca Civica nel 1946, sommandosi ad altri pochi elementi presenti in altre biblioteche lombarde nonché agli scritti che furono stampati vivente l’autore, costituiscono un ricco e molteplice catalogo. Oltre che poeta madrigalista e autore di una favola pastorale, Borsieri fu un raffinato intenditore di pittura, filologo, storico, grammatico, esperto di musica, di epigrafia e di impresistica. Tale versatilità, non rara nell’enciclopedia del tardo Rinascimento, non fu tuttavia espressione di dilettantismo, come testimoniato dall’autorevolezza guadagnata presso i contemporanei: basti citare i nomi di Federico Borromeo, fondatore della Biblioteca e della Pinacoteca ambrosiane e, per la poesia, di Giovan Battista Marino, entrambi estimatori di Borsieri. Dopo la presentazione del fondo, l’intervento si concentrerà sulla coppia di faldoni che tramandano le oltre ottocento lettere, la maggior parte inedite, che il comasco indirizzò a decine di corrispondenti sparsi ben oltre i confini della città, non solo in direzione di Milano e Pavia, ma anche della Torino sabauda, del Veneto, di Roma, fino a coinvolgere, per gli interessi antiquari, la Res publica litteraria d’Oltralpe. Interessante anche sotto il profilo testuale, dal momento che i due libri costituiscono la fase avanzata di un’edizione a stampa mai realizzata, l’epistolario era inteso a tratteggiare l’immagine di un intellettuale dotto e virtuoso sulle orme del dichiarato modello gioviano. Accanto al valore letterario, le missive hanno una indubbia importanza documentaria, poiché contengono una ricca messe di notizie di prima mano, utili per migliorare il quadro storiografico della Lombardia barocca, solo da pochi anni in via di aggiornamento critico.

Immagine: Como, Biblioteca comunale, lettere di Girolamo Borsieri